Scheda Carburante
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La Scheda Carburante: le caratteristiche principali e le ultime novità.

Il nuovo Decreto Sviluppo 2011, contiene le norme per lo sviluppo economico che daranno attuazione al Programma delle riforme concordato con l’Europa.

Tra le più rilevanti novità e semplificazioni c’è l’abolizione della scheda carburanti per i soggetti Iva che effettueranno i pagamenti con moneta elettronica come le carte di credito, il bancomat e le carte prepagate.

 

La scheda carburanti

La scheda carburanti è uno strumento che ovvia alle problematiche che scaturiscono dal divieto di fatturazione, di cui all'articolo 21 del DPR 633/1972, per l'acquisto di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione.

Dato questo divieto, per documentare l'acquisto del carburante è prevista la facoltà di utilizzare un documento sostitutivo della fattura che prende il nome di "scheda carburante".

L’istituzione della scheda carburante non è un obbligo, bensì una facoltà concessa ai contribuenti affinché possano dedurre dal proprio reddito le spese relative ai rifornimenti di carburante.

In particolare, la scheda va compilata perché in questo modo è possibile beneficiare:

- della detrazione Iva;

- della deducibilità del costo sostenuto ai fini delle imposte dirette.

 

Il modello della scheda carburanti

Per la compilazione della scheda esiste un modello allegato al DPR n. 444 del 10 novembre 1997, ma può essere comunque compilato un foglio libero A4, purchè contenga gli elementi essenziali. In mancanza, la compilazione si ritiene irregolare e, quindi, il contenuto è contestabile sia sotto l’aspetto reddituale, sia sotto quello della detrazione Iva.

 

La compilazione della scheda carburanti

La compilazione della scheda carburanti non presenta particolari difficoltà. E’ sull’addetto alla distribuzione di carburante che ricade l’obbligo di annotazione dei dati relativi al rifornimento di carburante.

La scheda carburanti può essere compilata mensilmente o trimestralmente e occorre una scheda per ogni veicolo impiegato nell’esercizio della propria attività. Quindi, nel caso di più veicoli va compilata una scheda per ogni singola autovettura.

La scheda carburanti deve essere riferita:

  • ai veicoli intestati al contribuente soggetto passivo IVA;

  • ai veicoli posseduti dal contribuente soggetto passivo IVA, ad esempio a titolo di leasing, noleggio, comodato, ecc. (il titolo di possesso deve essere adeguatamente documentato).

 

I dati da inserire nella scheda carburanti

Sulla scheda carburanti il soggetto titolare del documento deve indicare:

  • la propria intestazione, anche mediante apposizione di un timbro completo di numero di partita Iva, nel caso di impresa individuale. In caso di impresa, va indicata la ragione sociale, mentre per gli esercenti arti e professioni è necessario indicare il cognome e nome;

  • gli estremi di individuazione del veicolo (targa o numero di telaio)

  • mese di riferimento;

  • l'ubicazione della stabile organizzazione in Italia per i soggetti domiciliati all'estero.

 

L’addetto del distributore deve indicare per ciascun rifornimento:

  • la data;

  • il prezzo complessivo comprensivo di Iva;

  • la denominazione del distributore oppure cognome e nome, se persona fisica;

  • l’ubicazione dell’impianto, anche a mezzo di apposito timbro;

  • apporre la firma di convalida.

 

La novità introdotta dal Decreto Sviluppo

La novità introdotta dal Decreto Sviluppo è una semplificazione, attraverso l’abolizione della scheda carburanti per i soggetti Iva che effettueranno i pagamenti con moneta elettronica come le carte di credito, il bancomat e le carte prepagate.

L’esonero è ammesso soltanto a coloro che utilizzano esclusivamente i mezzi di pagamento elettronici. Nel caso in cui l’impresa utilizzi sia forme elettroniche, che tradizionali, dovrà continuare ad utilizzare la scheda carburanti.

Il pagamento mediante carte di credito o bancomat consentirà di adempiere all’onere della prova sia ai fini della detrazione dell’Iva, che della deducibilità del costo di acquisto ai fini delle imposte dirette.

Affinchè possa attuarsi l’esonero dalla tenuta dalla scheda, è fondamentale che i mezzi di pagamento elettronici siano emessi da operatori finanziari tra quelli indicati nell’art. 7, c. 6, del Dpr 605/73, come le banche, le Poste e ogni altro operatore finanziario.

 

 

Si riporta di seguito un fac-simile di scheda carburante:

 


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