Lotta all'evasione
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Lotta all’evasione: le imprese a rischio di verifiche fiscali

Al fine di contrastare le frodi in ambito fiscale con la Manovra correttiva è stato previsto un potenziamento dei controlli per quanto riguarda le imprese che:

  • si trovano ad iniziare e chiudere la propria attività nell'arco di un anno (c.d. imprese apri e chiudi);

  • dichiarano perdite per più di un periodo d'imposta (cd. imprese in perdita sistemica).

Imprese apri e chiudi

L’art. 23, D.L. 78/2010 (conv. con modif. L. 122/2010) prevede che le imprese che cessano l'attività entro 1 anno dalla data di inizio siano inserite in una lista di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo da parte dell'agenzia delle Entrate, della guardia di finanza nonché dell'Inps.

La finalità è quella di assicurare una vigilanza sistematica sulle situazioni a specifico rischio di evasione e frode fiscale e contributiva.

E’ evidente che non tutte le imprese che chiudono l’attività entro breve tempo dall’apertura lo fanno con intento fraudolento nei confronti del fisco, per cui la norma non prevede sanzioni ma si limita ad avvertire quel tipo di contribuente che subirà verifiche il cui risultato potrebbe anche essere l’assoluta regolarità dei comportamenti posti in essere.

Riscontri automatizzati

In sede di rilascio della Partita Iva si ricorda che l’agenzia delle Entrate ha predisposto un'apposita applicazione informatica denominata “analisi del rischio della partita Iva” con la quale vengono eseguiti controlli ed incroci di una serie di informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali relative alle posizioni dei soggetti che, in veste di titolari o di rappresentanti legali, attivino la Partita Iva.

I soggetti vengono a tal fine suddivisi in due macrocategorie:

  • soggetti nuovi

  • soggetti già conosciuti”

    a seconda che siano o meno stati in passato noti al Fisco mediante l'attribuzione di un numero di partita Iva e, in relazione al codice attività dichiarato.

I soggetti già conosciuti verranno suddivisi in:

  • a “super rischio",

  • a “rischio”,

  • non a rischio”.

 

L'applicazione informatica evidenzia con appositi punteggi gli indici di pericolosità attribuiti ai soggetti che hanno richiesto l'apertura di una partita Iva, facendo emergere circostanze ed incongruenze di natura indiziaria che devono essere necessariamente valutate nel merito ed ulteriormente approfondite in sede di selezione dei soggetti da sottoporre ad eventuali controlli con accessi in loco.

Impresa in perdita sistemica

La normativa di contrasto al fenomeno delle imprese in “perdita sistemica", dispone che, ai fini della programmazione dei controlli fiscali, saranno esplicitamente considerate le imprese che presentano per più di un periodo d'imposta una perdita fiscale.

 

Sono:

  • soggette a tali controlli anche:

    le imprese non soggette agli studi di settore o al tutoraggio (di cui all'art. 13, L. 23 dicembre 2000, n. 388); per tali soggetti, infatti, l'individuazione delle imprese oggetto di controlli sarà effettuata sulla base di piani di coordinamento tra l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza in base ad analisi di rischio che riguardino almeno un quinto della platea di riferimento
  • escluse dalla selezione per i controlli:

    le imprese la cui perdita derivi da compensi erogati ai soci e/o agli amministratori.

Certamente nei processi di selezione l'Amministrazione dovrà tener conto di particolari situazioni in cui le imprese possono trovarsi ad operare.

Un esempio tipico è quello relativo alle imprese appena avviate, o comunque che si trovino nella fase di start up.

E' infatti normale che il primo esercizio, possa chiudere con un risultato negativo e, in periodi di crisi finanziaria, è possibile che la situazione di perdita si protragga nel tempo.

Devono inoltre essere tenuti in considerazione altre variabili che possono portare un'impresa a dichiarare più perdite fiscali in vari periodi d'imposta, quali crisi specifiche di settore (si pensi alla crisi delle imprese avicole durante l'influenza aviaria).

Esclusione per i professionisti

I suddetti controlli non coinvolgono i professionisti in quanto il dato letterale della norma fa riferimento alle sole “imprese”, pertanto l'attività della libera professione rimane esclusa dai predetti controlli.

La volontà del Legislatore di sottoporre a controllo le imprese con le predette caratteristiche nasce dalla circostanza che si vogliono individuare le cosiddette “scatole vuote” che producono fatture (e costi) in relazione ad attività di fatto inesistenti.

 

 

 


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